Si parte sempre dalla tensione, ed è la regola più importante di tutte: la tensione in uscita dell'alimentatore deve coincidere con quella di ingresso della striscia. Se la striscia lavora a 12V, serve un alimentatore a 12V; se lavora a 24V, ne serve uno a 24V. Non è un dettaglio da poco: sbagliare qui significa, nella migliore delle ipotesi, una luce che non si accende, nella peggiore danneggiare la striscia.
Il secondo parametro è la potenza, espressa in watt. Il calcolo è più semplice di quanto sembri:
- Somma i watt di tutto ciò che collegherai allo stesso alimentatore, considerando il consumo per metro della striscia moltiplicato per i metri da installare.
- Aggiungi un margine di sicurezza rispetto al totale ottenuto. Un alimentatore che lavora costantemente al limite scalda di più e dura meno, perciò conviene sempre restare sotto la sua portata massima.
- Scegli il modello con potenza pari o superiore al valore così calcolato.
Poi c'è il grado di protezione (IP20 - IP40 - IP67 - IP68), che dipende da dove finisce l'alimentatore. Per un salotto o un corridoio va bene un modello per interni; se invece la posa riguarda bagno, cucina o esterno, dove umidità e schizzi sono la norma, serve una versione protetta. È lo stesso ragionamento che si fa in bagno con qualsiasi apparecchio elettrico, e vale la pena farlo anche qui.
Un'ultima considerazione riguarda la regolazione della luce: se vuoi poter abbassare l'intensità, l'alimentatore deve essere dimmerabile e compatibile con il sistema di controllo scelto, altrimenti la striscia resterà sempre alla stessa luminosità.
Infine, una raccomandazione pratica che spesso viene trascurata: l'alimentatore scalda durante il funzionamento, quindi va collocato in un punto ventilato e accessibile, mai chiuso in un vano stretto e sigillato. Prevedere fin dall'inizio dove alloggiarlo evita di doverlo spostare a lavoro finito.
Confronta qui sopra voltaggi, potenze e gradi di protezione e scegli tra gli alimentatori per LED quello adatto al tuo impianto.



